admin

Risposte al Forum Create

Stai vedendo 10 articoli - dal 1 a 10 (di 70 totali)
  • Autore
    Articoli
  • AIA-GAE
    AIA-GAE
    Moderatore

    Nel luglio 2010 è stata pubblicata la norma tecnica UNI 11367 sulla classificazione acustica delle unità immobiliari, seguita, a quasi due anni di distanza, dalla norma UNI 11444 contenente le linee guida per la selezione delle unità immobiliari in edifici con caratteristiche non seriali.
    Qual’è stato l’impatto di queste normative?
    Su quanti edifici sono state applicate le metodologie previste dalle norme in questione? La definizione degli “ambienti acusticamente misurabili”, la descrizione dei metodi di valutazione del rumore degli impianti o la metodologia di individuazione degli elementi edilizi più “sfavoriti” hanno permesso di chiarire alcuni dei dubbi ricorrenti in chi è chiamato a valutare le prestazioni acustiche delle unità immobiliari?
    Raccontateci le vostre esperienze.

    in risposta a: Agevolazioni fiscali e requisiti acustici degli edifici #4646
    AIA-GAE
    AIA-GAE
    Moderatore

    Le agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni degli edifici residenziali (detrazioni dall’IRPEF del 50% delle somme spese), spettano anche agli interventi finalizzati al contenimento dell’inquinamento acustico.
    Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, sono ammesse all’agevolazione anche le spese per le prestazioni professionali connesse (spese di progettazione, relazioni di conformità, perizie ecc..). L’intervento è detraibile purché sia certificato il raggiungimento dei requisiti di legge.
    Inoltre, la detrazione fiscale sulle ristrutturazioni edilizie non ha più scadenza. Infatti, dal 1° gennaio 2012 è stata resa permanente dal Decreto Legge n. 201/2011 e inserita tra gli oneri detraibili dall’Irpef.
    Pensate che queste misure possano avere un impatto reale sull’acustica edilizia? Quali altri agevolazioni possono stimolare l’interesse verso l’acustica da parte degli operatori del settore edile?

    AIA-GAA
    AIA-GAA
    Moderatore

    Il D.P.R. 227/11, all’art. 4 e nell’allegato B, definisce una serie di attività “a bassa rumorosità” per cui non è più necessaria la documentazione previsionale di impatto acustico.

    Per le altre attività, nel caso in cui non si preveda il superamento dei limiti vigenti, il decreto prevede che la documentazione di impatto acustico possa essere resa mediante dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, ai sensi dell’art.8 c.6 L. 447/95.

    Questo disposto normativo non è di immediata e facile applicazione.

    Vi sono tre principali interpretazioni:

    1. la documentazione di impatto acustico deve in ogni caso essere predisposta da un tecnico competente, secondo gli specifici criteri regionali. Tale documentazione può non essere consegnata all’Amministrazione dal proponente l’opera, il quale può avvalersi della dichiarazione di notorietà nella quale specifica di esserne in possesso e che la stessa attesta il rispetto previsionale dei limiti

    2. la documentazione di impatto acustico non deve essere prodotta, ma vi deve esere una dichiarazione sostitutiva del tecnico competente di rispetto dei limiti

    3. la documentazione di impatto acustico non deve essere prodotta ed è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di rispetto dei limiti da parte del proponente l’opera

     

    Quale è la vostra interpretazione e quali esperienze avete avuto in proposito?

     

     

    in risposta a: Arrotondamento dei dati di misura #4652
    AIA-GAA
    AIA-GAA
    Moderatore

    Il D.M.A. 16/03/98, nell’allegato B punto 3, prevede che le misure dei livelli assoluti di immissione in ambiente esterno (LAeq,TR) debbano essere arrotondate a 0,5 dB.

    Per gli altri parametri di misura (ad esempio LA e LR nella valutazione del criterio differenziale, LAeq e LAsmax nella valutazione della rumorosità degli impianti tecnologici) non viene specificato nulla in merito.

    Come vi comportate in tali casi?

    Interpretate la norma in modo estensivo, applicando l’arrotondamento a tutti i parametri di valutazione del rumore, o limitate l’arrotondamento al solo LAeq,TR?

    Abbiamo lavorato in seno al comitato di coordinamento previsto dalla legge regionale Toscana (LR 89/98 e sue modifiche) su una lettura da dare al decreto che metta in evidenza la reale portata della semplificazione. In realtà vi sono due commi nell’art. 8 della legge quadro (il 4 e il 6) che determinano comportamenti diversi. E’ solo nei casi in cui si rispettano i limiti che si prevede la dichiarazione sostitutiva. Se invece occorre prevedere interventi di contenimento (opere quindi strutturali) per rispettare i limiti si ricade nel comma 6 ed è esplicitamente richiesta la valutazione di impatto acustico.

    La cosa ha effetti importanti anche in relazione alla disciplina della AUA (Autorizzazione Unica ambientale). Infatti nel caso della mera applicazione del comma 4 dell’art. 8 della legge 447/95, se vi è solo la comunicazione del rispetto dei limiti, non è richiesto espressamente un nulla osta del comune e, se questa è l’unica autorizzazione necessaria, la stessa necessità di AUA viene meno.

    Se invece il rispetto dei limiti discende da opere, interventi sulla sorgente o sulla via di propagazione, diventa necessaria la relazione del tecnico competente in acustica e quindi del nulla osta ed ancora in ogni caso l’obbligatorietà dell’AUA.

    E’ noto poi che il discernere se si rispettano i limiti o meno anche senza interventi strutturali non è materia che il privato possa dichiarare con autocertificazione. La legge della autocertificazione si può applicare se si è a conoscenza di ciò che si dichiara. Nel caso di materia tecnica come quella dell’acustica ambientale, tali dichiarazioni sono possibili solo se si è a conoscenza attraverso la certificazione di qualcun altro competente del rispetto dei limiti. Quindi, la semplificazione sta solo nel fatto che non occorre presentare la comunicazione non nel non averne disponibilità

    Infine la relazione del tecnico deve essere disponibile perchè il comune ai sensi del DPR 445 deve effettuare i controlli a campione (il 5%), proprio per verificare la veridicità delle dichiarazioni.

    Quanto espresso sarà presto (spero nei prossimi giorni) all’interno di una linea guida regionale in Toscana.

    Scusate per la lunghezza del messaggio che spero sia chiaro, ma il tema è certamente “caldo” e complesso.


    Marchetto.Federica
    Partecipante

    Quando ci si trova a dover far fronte a progettazioni architettoniche “poco acustiche” che pongono bagni sopra o accanto a camere da letto che indicazioni possono essere date per ridurre il disturbo e riportare nei limiti Lid? E’ un problema che sempre più sovente si crea con la vendita sulla carta di appartamenti che permettono al futuro proprietario di fare modifiche spesso acusticamente sconsiderate. Mi piacerebbe mettere a confronto esperienze e idee in merito


    Fogola.Jacopo
    Partecipante

    Arpa Piemonte ha predisposto un documento di osservazioni sull’applicazione del DPR 227/11 (semplificazioni in materia di impatto acustico), condiviso dalla Regione Piemonte e inviato a tutti i comuni quale linea di indirizzo, che nella sostanza è in linea con l’interpretazione data in Toscana e illustrata da Gaetano Licitra.


    Fogola.Jacopo
    Partecipante

    La presenza di bagni sopra le camere da letto è una delle principali cause di non conformità ai limiti nei controlli che Arpa Piemonte svolge sui requisiti acustici dei nuovi edifici residenziali.

    Per evitare tali criticità sarebbe opportuno che la progettazione architettonica fosse integrata con quella acustica. Nella maggior parte dei casi questo non accade, per cui è necessario prevedere la scelta dei migliori materiali per insonorizzare i sistemi di scarico e un’estrema attezione nella posa in opera, assicurandosi che gli scarichi siano perfettamente disaccoppiati rispetto alla struttura dell’edificio.

    Alcune imprese che sono state oggetto di controllo strumentale hanno capito l’importanza del problema ed evitano di progettare bagni sopra camere; se i clienti insistono per tale soluzione addebitano loro un sovracosto legato ai maggiori oneri per la mitigazione acustica.

     

     

    DiBella.Antonino
    DiBella.Antonino
    Partecipante

    L’accostamento di ambienti differenti per funzioni e destinazione d’uso senza alcuna attenzione alle problematiche di trasmissione del rumore costituisce, di per sé, una violazione della “regole dell’arte” della progettazione architettonica. Un accostamento critico dal punto di vista acustico tra ambienti di servizio ed ambienti abitativi è possibile solo se sono preventivamente adottati opportuni accorgimenti per ridurre il rischio di trasmissione sonora attraverso le strutture.

    Nel caso in questione, la presenza di attraversamenti impiantistici condiziona pesantemente le prestazioni delle strutture edilizie e raramente il problema può essere risolto esclusivamente con materiali o prodotti “particolari”. Infatti, il rumore di deflusso e di caduta negli scarichi dipende principalmente dalla lunghezza dei tratti orizzontali della rete e dalla quota di caduta. Anche l’adozione di un cavedio impiantistico con la completa desolidarizzazione delle colonne di scarico non elimina il problema del rumore da impatto del fluido, che è dovuto ai cambiamenti di direzione della rete tipicamente presenti nei casi di ambienti di servizio non sovrapposti.

    Stilare un elenco, anche non esaustivo, di accorgimenti che possono essere adottati nei casi di ristrutturazione dell’esistente o di adeguamento in corso d’opera non è semplice, soprattutto perché il problema deve sempre essere contestualizzato. Vale inoltre sempre la pena ricordare che il rapporto costo/beneficio delle opere di mitigazione adottabili in questi casi è sempre molto poco favorevole.

    Ad esempio, l’installazione di sanitari sospesi su una controparte attrezzata permette di evitare l’attraversamento diretto del solaio da parte di alcune componenti critiche (sifone e raccordo) e facilita il disaccoppiamento del raccordo stesso alla colonna di scarico, oltre a ridurre l’estensione delle tracce murarie e facilitare la manutenzione degli impianti. Per contro si ha un considerevole aumento degli ingombri. In alcuni casi di ristrutturazione parziale di edifici multipiano, l’adozione di colonne di scarico esterne è l’unica soluzione possibile, anche se non sempre praticabile e comunque di difficile inserimento nel contesto architettonico dell’edificio.

    Altre situazioni, invece, non sono risolvibili se non indirettamente. Nel caso dei piatti doccia la desolidarizzazione dal solaio e dalle pareti è ovviamente impossibile, si può comunque aumentare localmente la massa del letto di posa o inspessire le pareti di appoggio. Per le vasche da bagno, comunemente realizzate con materiali sintetici leggerissimi e sottili, sarebbe opportuno ridurne la vibrazione sotto effetto del getto d’acqua riempiendo le cavità risultanti dalla posa con materiali espansi.

    Questi sono solo alcuni esempi di soluzioni di buon senso a problemi che derivano dal fatto che proprio il buon senso non è stato il principio ispiratore dell’opera. In ogni caso bisogna sempre bene evidenziare alla committenza le possibili conseguenze di scelte o varianti architettoniche non adeguatamente ponderate.


    Andrea Tombolato
    Partecipante

    Sul tema sono previste novità a breve.
    Già circola in rete una bozza di Disegno di Legge (DdL Repubblica Semplice) che conterrà (imporrà) Moduli Unici nazionali (validi per tutti i comuni italiani) relativi a Scia e Permesso di Costruire.
    Dai documenti attualmente reperibili si evince che sarà richiesto un ulteriore “sforzo interpretativo”.

Stai vedendo 10 articoli - dal 1 a 10 (di 70 totali)
X

Recupera Password


Registrati


Reset della password/
Password reset
Inserisci la tua email, riceverai una nuova password/
Fill in your email, you will receive a new password