RESOCONTO SEMINARIO “LE  SCIENZE  DELL’ACUSTICA  A  SERVIZIO  DELL’ALIMENTAZIONE  E  DELL’AMBIENTE”

RESOCONTO SEMINARIO “LE SCIENZE DELL’ACUSTICA A SERVIZIO DELL’ALIMENTAZIONE E DELL’AMBIENTE”

Nell’ambito dell’Esposizione Universale EXPO Milano 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” – “Feeding the Planet, Energy for Life”, che ha visto 140 Paesi e Organizzazioni internazionali coinvolti e 20 milioni di visitatori, l’Associazione Italiana di Acustica ha organizzato un Seminario sul tema “Le scienze dell’acustica a servizio dell’alimentazione e dell’ambiente – Dai sistemi di protezione alle tecnologie innovative per l’agricoltura e la pesca”. All’evento, tenutosi il 25 Settembre 2015, hanno partecipato oltre 100 persone di cui più della metà esterne all’Associazione.

 

Non a tutti è noto che le scienze che afferiscono all’acustica spaziano in campi molto vasti. Esse si occupano non solo del rapporto spesso conflittuale tra rumore e ambiente, ma anche di molteplici altri aspetti, quali la tutela e la valorizzazione del territorio, la prevenzione delle calamità idrogeologiche e dei rischi per i lavoratori, la gestione delle risorse naturali, l’impiego di nuove tecnologie nel settore dei materiali e dell’industria alimentare, ecc.. Le quindici relazioni del Seminario ne hanno messo in risalto gli aspetti salienti.

 

La conoscenza degli elementi che caratterizzano il paesaggio sonoro, ossia il soundscape, è premessa indispensabile per la tutela e la conservazione dello stesso in termini di identità sociale, storica, naturale e culturale (Giovanni Brambilla, CNR, Roma). Un esempio concreto delle ricerche in questo settore riguarda il monitoraggio dell’avifauna nei parchi urbani (Giovanni Zambon, Università di Milano-Bicocca).

 

Il vento costituisce un’importante fonte di energia rinnovabile; la sua fruizione richiede però uno studio ampio e approfondito dell’impatto degli impianti eolici sull’ambiente e sull’uomo (Massimiliano Masullo, Seconda Università di Napoli). Per limitare tale impatto sono state sviluppate nuove soluzioni tecnologiche per le turbine (Gianni Cesini, Università Politecnica delle Marche).

 

Il dissesto idrogeologico costituisce uno dei problemi più importanti del nostro Paese. L’utilizzo di sensori di vibrazioni da applicare sul terreno può costituire un valido ausilio per il monitoraggio delle frane e il controllo del rischio che esse comportano (Massimo Arattano, CNR, Torino).

 

Nelle comunità di uccelli, il rumore antropogenico interferisce gravemente con la loro comunicazione ponendo in crisi la loro vita di relazione per  quanto riguarda territorialità e riproduzione (Natale Emilio Baldaccini, Università di Pisa).

 

Nell’ambiente marino, l’impiego su vasta scala di sorgenti sonore artificiali pone non pochi problemi (Michael Taroudakis, Università di Creta, Grecia). In particolare, il rumore prodotto dal traffico navale determina un impatto significativo sui cetacei (Gaetano Licitra, ARPAT, Lucca). L’individuazione e la gestione del pesce possono essere vantaggiosamente ottenute mediante la moderna tecnologia basata sugli ecoscandagli (Victor Espinosa, Università di Valencia, Spagna).

 

I rischi da rumore sui pescherecci e i rischi da vibrazioni e rumore sui trattori agricoli sono particolarmente rilevanti, non solo per l’elevato numero di soggetti esposti, ma anche per i livelli di esposizione pari o superiori a quelli presenti negli ambienti industriali (Alessandro Peretti, Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro, Padova).

 

La vegetazione può costituire un valido strumento per il controllo del rumore urbano (Jian Kang, Università di Sheffield, Gran Bretagna). D’altra parte, materiali acustici con elevate caratteristiche fonoisolanti e fonoassorbenti possono essere di origine vegetale (Francesco Asdrubali, Università di Perugia).

 

Gli ultrasuoni trovano largo impiego nell’industria alimentare, consentendo di valutare le proprietà fisico-chimiche dei prodotti, di modificare le loro caratteristiche e di incrementare l’efficienza dei processi produttivi (Rugiada Cuccaro, INRIM, Torino).

 

Alla percezione multisensoriale del cibo e delle bevande contribuiscono non solo il gusto, l’olfatto, la vista e il tatto, ma anche l’udito (Massimiliano Zampini, Università di Trento).

 

L’interesse per gli argomenti affrontati è confermato da una notizia pubblicata sul sito ufficiale di EXPO 2015 al termine dell’evento (VEDI NOTIZIA).

 

Gli atti del Seminario sono acquistabili nella sezione BOOKSHOP e saranno disponibili gratuitamente per i soli Soci AIA tra sei mesi nell’area DOWNLOAD.

 

 

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